Forlì – Giugno 2014

 

Nuovi scenari e opportunità di innovazione dopo l’attuazione della direttiva: 2 0 1 2 / 2 7 E U
Obiettivi, tecnologie, generazione, compensazione, risparmio

Seminario presso la Camera di Commercio di Forlì – Cesena – Sala del Consiglio Corso della Repubblica, n. 5 – 47121 – Forlì – FC

Le risorse energetiche limitate, i cambiamenti climatici e la crisi economica rappresentano alcune delle sfide più importanti affrontate dall’Unione Europea.

L’Efficienza Energetica costituisce lo strumento più valido per ridurre i consumi, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, accelerare la diffusione di soluzioni tecnologiche innovative e rilanciare la crescita economica, creando posti di lavoro di elevata qualità nei settori connessi al risparmio energetico. Gli obiettivi europei di riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il 2020 stabiliti attraverso la Direttiva 2012 – 27 UE e la Strategia Energetica Nazionale rappresentano il quadro delle azioni che l’Italia ha deciso di attuare per la riqualificazione energetica, l’efficienza nell’uso e nella trasmissione dell’energia nella Pubblica Amministrazione, nelle Imprese e per i privati cittadini.

L’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Forlì – Cesena, in qualità di Punto di diffusione UNI, ha deciso di organizzare un incontro sul tema dell’Efficienza Energetica ed informare gli operatori economici sulle opportunità di innovazione e sviluppo economico sostenibile.

 Visita il sito della Camera di Commercio di Forlì-Cesena

 

Sul tema dell’energia e dell’ambiente non si può più scendere a compromessi. Sono talmente centrali nella vita familiare, lavorativa e della società civile che è quanto mai necessario prendere posizioni chiare, concrete e con una visione a medio e lungo termine.
Come presidente di un’azienda che dalle energie fossili ha deciso di cambiare DNA e dedicarsi interamente alle energie rinnovabili, mi sono già messo in gioco.
Ora tocca alla politica!
“l’energia rinnovabile non ha colore”, e’ un bene di tutti. L’approvvigionamento energetico e la questione ambientale ad esso correlato sono temi che stanno assumendo sempre più importanza e che dovrebbero essere centrali anche nelle discussioni politiche

Il Parlamento Europeo ha indicato tre nuovi target Ue per clima ed energia da centrare entro il 2030: riduzione della CO2 del 40% rispetto al 1990, 30% di consumo di energia da fonti rinnovabili e un aumento del 40% dell’efficienza energetica. L’indicazione del Parlamento differisce dalla decisione della Commissione sui target 2030 che ha invece individuato come vincolanti la riduzione del 40% delle emissioni CO2 (rispetto ai livelli del 1990) e il raggiungimento del 27% di rinnovabili sui consumi a livello Ue per il 2030. La risoluzione approvata dalla plenaria, anche se non ha valore legislativo, è una chiara indicazione politica”.

L’Italia nel giro di pochi anni è diventata il secondo Paese al mondo per potenza installata (circa 16 Giga Watt, mentre il primo Paese è la Germania con 32 Giga Watt), soprattutto grazie ai generosi incentivi statali in Conto Energia erogati sul comprato del fotovoltaico, che stanno gravando e continueranno a gravare per i prossimi vent’anni sulle nostre bollette energetiche.La forza di un Paese consisterà sempre più nella capacità di rigenerare energia.

“Una politica energetica comune è uno degli obiettivi più importanti nell’ottica di rafforzamento del mercato unico. L’Europa si è data  l’ obiettivo  di portare il Pil proveniente dal manifatturiero dal 16% al 20% per cento entro il 2020. Con questo proposito  non può prescindere da una politica energetica efficiente e autonoma. In merito al nostro Paese va sottolineato che le aziende italiane ancora oggi pagano l’energia più cara d’Europa. Ѐ  evidente che questo è un grosso fardello  sul piano della crescita”.

 Il pubblico ha riconosciuto nelle fonti rinnovabili un’importante leva strategica di sviluppo; il privato ha avuto il coraggio di investire in un progetto importante in un momento difficile per l’economia del Paese; .

“Credo che molte amministrazioni, a causa della crisi economica, siano preoccupate dai rispettivi bilanci e dal patto di stabilità interno il che spesso purtroppo si traduce in politiche dell’emergenza con mancanza poi di disegni e progettuali di lungo respiro”.

 

L’Italia è troppo spesso il Paese del tutto o del niente: il settore delle rinnovabili ha vissuto anni in cui venivano elargiti cospicui incentivi a mani larghe, oggi invece sono stati chiusi quasi totalmente i rubinetti. La gestione di un settore così rilevante sia dal punto di vista economico che ambientale dovrebbe essere gestito con maggior equilibrio e razionalità, dovrebbe essere oggetto di una visione a lungo termine.

“Sull’energia l’Italia è andata avanti purtroppo spesso a passo di gambero. Basti dire che ha rinunciato al nucleare salvo poi importare energia da Paesi come la Francia che dispone di centrali. Sono d’accordo che serva una politica di medio lungo termine con scelte chiare e un progetto definito”.

“Io credo che l’Italia debba concorrere a fare sviluppare una politica comune a tutti i 28 Stati membri,  e il tema dell’energia è strategico. Il discorso è però generale. Si è stabilita una road map che prevede quattro unioni, economica, fiscale, bancaria e politica. Dunque si deve procedere secondo quel piano. Oggi purtroppo su molte questioni ci sono ancora troppe difformità e disomogeneità che si traducono alla fine in maggiori costi a carico dei cittadini e delle imprese, penso, ad esempio alle differenti aliquote Iva all’interno.

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